
Il percorso espositivo si sviluppa in sei sale (Sale I-VI). Un laboratorio di antropologia fisica con deposito didattico a “vista”, una sala video e uno spazio esterno con prato e alberi di acero per la didattica completano l’offerta museale.
Il percorso espositivo (Sale I-VI) è corredato da pannelli didattici con testi e immagini, QR code per audioguida e da totem con testi in italiano e in Braille.
SALA I
Sezione introduttiva: istituzione Museo; intitolazione; idea progettuale; équipe interdisciplinare; territorio (SALA I).
SALA II
Sezione di archeologia dell’Enotria (SALA II-III): storia delle ricerche e degli studi; narrazioni etnostoriografiche sugli Enotri; influenze transadriatiche ed etrusco-tirreniche; comunità enotrie: strutture e rituale funerario, produzione ceramica e metallurgica, scambi commerciali di beni esotici.
SALA III
SALA IV
Sezione di antropologia fisica delle popolazioni dell’Enotria (Sala IV): esposizione dell’ ”archivio biologico” di Chiaromonte e Guardia Perticara, due comunità enotrie messe a confronto; focus su un caso, unico in Enotria, di trapanazione chirurgica del cranio della fine del VII secolo a.C. da Alianello.
SALA IV LABORATORIO
SALA V – VI
Sezione demoetnoantropologica (Sale V, VI): riproduzioni su tela di fotografie storiche della prima metà del XX secolo, quale prosecuzione nel tempo degli aspetti storico-antropologici e socio-economici della comunità di Chiaromonte che negli anni 1954-1955 è analizzata da Edward C. Banfield, scienziato sociale americano. La comunità di Chiaromonte/Montegrano è descritta come segnata da estrema arretratezza «fra i più poveri paesi del mondo occidentale». Stato estremo di miseria, che secondo Banfield, al di là delle cause economiche e sociali, aveva una spiegazione culturale che rinvia al familismo amorale.






















