
Il Museo archeoantropologico Lodovico Nicola di Giura, inaugurato il 4 agosto 2017, si fonda sul connubio tra antropologia fisica e archeologia enotria. Custodisce ed espone collezioni archeoantropologiche delle comunità enotrie vissute tra il IX e il V secolo a.C. a Chiaromonte, nella media valle del Sinni-Serrapotamo, e tra l’VIII e il V secolo a.C. a Guardia Perticara, nella media valle dell’Agri-Sauro. Tali centri sono tra i più importanti della Basilicata centro-meridionale, capisaldi dell’Enotria interna, situati a controllo delle vie tra Tirreno e Ionio.
Il Museo è il risultato del progetto scientifico: Esposizione museale sugli aspetti antropologici di una popolazione della valle del Sinni (Deliberazione della Giunta Comunale n. 078 del 25.06.2002) voluto dal Comune di Chiaromonte e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata con il supporto della Regione Basilicata e del Parco Nazionale del Pollino.
Il progetto, da un’idea di Luigi Viola (Sindaco di Chiaromonte) e Maria Luisa Nava (Soprintendente per i Beni Archeologici della Basilicata), diretto da Domenico Mancinelli, antropologo fisico, in équipe di antropologi (Gaetano Miranda, Rita Vargiu), archeologi (Salvatore Bianco, Addolorata Preite) e museologi (Elisabetta Franchi, Carla Greco, Giacinta Notarbartolo di Sciara), costituisce il primo studio e percorso espositivo comparato di antropologia fisica condotto in Basilicata su comunità protostoriche italiche.
Il Museo, ubicato nel cuore dell’Enotria antica, ha sede in un edificio moderno situato in località San Pasquale di Chiaromonte, a ridosso di un’antica area sacra, frequentata dall’età lucana a quella imperiale.
Il logo del Museo archeoantropologico Lodovico Nicola di Giura è tratto dal motivo antropomorfo realizzato a sbalzo su uno schiniere di lamina di bronzo del IX secolo a.C., riutilizzato in una acconciatura femminile dell’VIII secolo a.C. rinvenuta a Chiaromonte. Il motivo deriva da ambiti culturali transadriatici e anticipa la diffusione di analoghi antropomorfi nell’iconografia enotria. Lo schiniere, di per sé, rappresenta un elemento distintivo di guerrieri di rango elevato dell’Enotria interna del IX e dell’VIII secolo a.C.
Schiniere di lamina di bronzo con antropomorfi. Fonte: S. Bianco 2020, L’acropoli di Chiaromonte: la facies enotria tra X-IX e V secolo a.C., in S. Bianco, A. De Siena, D. Mancinelli, A. Preite (a cura di), Chiaromonte. Un centro italico tra archeologia e antropologia storica. Studi in memoria di Luigi Viola, ARCHEOLOGIA NUOVA SERIE 6 – École Pratique des Hautes Études, Paris, Osanna Edizioni srl, Venosa-Lavello (PZ), 2020, pp. 90-131: 97, fig. 4.



